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AMBIGUITÀ DELLE CLAUSOLE DEL BANDO: PREVALENZA DEL FAVOR PARTECIPATIONIS

 

Il TAR Sicilia, Sez. III, con la sentenza n. 2291 del 5 ottobre 2017, ha accolto in via definitiva il ricorso proposto da Centro di Studi Filologici e Linguistici Siciliani O.n.l.u.s., difeso dallo Studio Legale Petrucci, condannando l’Assessorato Regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana alla riammissione del Ricorrente tra i soggetti ammessi alla concessione da parte della Regione Siciliana del sostegno economico sotto forma di contributo, di cui all’ “Avviso pubblico per la manifestazione di interesse alla concessione da parte della Regione Siciliana di un sostegno economico sotto forma di contributo, ai sensi dell’art. 128 della legge regionale 12 maggio2010 n. 11 e successive modifiche ed integrazioni – esercizio finanziario 2014” ed al conseguente pagamento della somma, a titolo di rimborso delle spese sotto forma di contributo regionale, pari ad € 120.000,00.

L’esclusione dalla lista dei soggetti meritevoli di contributo era dovuta alla presunta omessa produzione del bilancio consuntivo dell’anno precedente (2013), malgrado la mancata produzione del documento non fosse prevista espressamente dal Bando tra le cause di esclusione.

In merito, i Giudici del TAR adito, hanno rilevato che “la clausola dell’avviso non conteneva una espressa comminatoria di esclusione […] Osserva, inoltre, il Collegio come emerga dalla stessa attività della Commissione il dubbio sull’effettiva portata della clausola e, quindi, sulla non perspicua chiarezza in ordine alla documentazione da presentare, come d’altro canto, rilevato dal C.G.A. in sede di appello cautelare (v. C.G.A., ordinanza n. 466/2015); sicché, nel dubbio, la commissione avrebbe dovuto fare applicazione del principio di massima partecipazione.”

Ed ancora, “la contraddittorietà e l’irragionevolezza dell’operato dell’Amministrazione trova riscontro nella stessa richiesta di regolarizzazione, la quale ha avuto ad oggetto solo la documentazione comprovante l’approvazione del consuntivo 2013, a fronte di una previsione, nell’avviso, relativa al triennio 2011/2013; e ne costituisce indiretta conferma la mancata definizione del soccorso istruttorio comunque attivato, in ordine al quale non è contestato che parte ricorrente abbia inoltrato la documentazione richiesta.”

Il Collegio ha preso posizione anche in merito all’istituto del soccorso istruttorio, rilevando che, nel caso di specie, “Non avrebbe comportato una lesione della par condicio tra i concorrenti, in quanto detta regolarizzazione atteneva ad un dato già esistente al momento della presentazione della domanda, con prevalenza del dato sostanziale su quello formale”.

Alla luce di tali considerazioni, il TAR Sicilia ha riconosciuto le ragioni del Ricorrente e condannato l’operato della Regione Siciliana.

 

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