Stampa

Sentenza del giudice amministrativo ed effetti erga omnes

 

 

Il Consiglio di Stato in Adunanza Plenaria, con le due sentenze gemelle nn. 4 e 5 del 27 febbraio 2019, si è pronunciato in tema di effetti delle sentenze di annullamento e, in generale, degli effetti del giudicato amministrativo nei confronti dei terzi.

Il giudicato amministrativo – in assenza di norme ad hoc nel codice del processo amministrativo – è sottoposto alle disposizioni processualcivilistiche, per le quali il giudicato opera solo inter partes, secondo quanto previsto dall’art. 2909 c.c. (“L’accertamento contenuto nella sentenza passata in giudicato fa stato a ogni effetto tra le parti, i loro eredi o aventi causa”).

Le ipotesi di giudicato amministrativo con effetti ultra partes sono, dunque, eccezionali e si giustificano in ragione dell’inscindibilità degli effetti dell’atto o dell’inscindibilità del vizio dedotto. In particolare, l’indivisibilità degli effetti del giudicato presuppone l’esistenza di un legame altrettanto indivisibile fra le posizioni dei destinatari, in modo da rendere inconcepibile – logicamente, ancor prima che giuridicamente – che l’atto annullato possa continuare ad esistere per quei destinatari che non lo hanno impugnato.

L’Adunanza Plenaria, pertanto, richiama le eccezionali ipotesi di estensione ultra partes degli effetti del giudicato, come previste da dottrina e giurisprudenza.

Secondo l’orientamento tradizionale, gli effetti inscindibili del giudicato amministrativo possono dipendere:

a) in alcuni casi, solo dal tipo di atto annullato;

b) altre volte, sia dal tipo di atto annullato, sia dal tipo di vizio dedotto;

c) altre volte ancora, dal tipo di effetto che il giudicato produce e di cui si invoca l’estensione.

Si ritiene, soprattutto, che produca effetti ultra partes:

a) l’annullamento di un regolamento;

b) l’annullamento di un atto plurimo inscindibile;

c) l’annullamento di un atto plurimo scindibile, se il ricorso viene accolto per un vizio comune alla posizione di tutti i destinatari;

d) l’annullamento di un atto che provvede unitariamente nei confronti di un complesso di soggetti.

In tutti i casi indicati, tuttavia, l’inscindibilità riguarda soltanto l’effetto di annullamento (l’effetto caducatorio), poichè è solo rispetto ad esso che si crea la sopra richiamata situazione di incompatibilità logica che un atto inscindibile possa non esistere più per taluno e continuare ad esistere per altri.

La situazione cambia per quanto riguarda gli ulteriori effetti del giudicato amministrativo (di accertamento della pretesa, ordinatori, conformativi).

Secondo un risalente e consolidato orientamento interpretativo, confermato anche dall’Adunanza Plenaria, gli effetti di accertamento della pretesa e, consequenzialmente a tale accertamento, quelli ordinatori/conformativi operano sempre solo inter partes, essendo unicamente le parti legittimate a far valere la violazione dell’obbligo conformativo o dell’accertamento della pretesa contenuto nel giudicato.

Alla luce di quanto detto, il Consiglio di Stato ha affermato il seguente principio di diritto:

Il giudicato amministrativo ha di regola effetti limitati alle parti del giudizio e non produce effetti a favore dei cointeressati che non abbiamo tempestivamente impugnato.

I casi di giudicato con effetti ultra partes sono eccezionali e si giustificano in ragione dell’inscindibilità degli effetti dell’atto o dell’inscindibilità del vizio dedotto: in particolare, l’indivisibilità degli effetti del giudicato presuppone l’esistenza di un legame altrettanto inscindibile fra le posizione dei destinatari, in modo da rendere inconcepibile, logicamente, ancor prima che giuridicamente, che l’atto annullato possa continuare ad esistere per quei destinatari che non lo hanno impugnato.

Per tali ragioni deve escludersi che l’indivisibilità possa operare con riferimento a effetti del giudicato diversi da quelli caducanti e, quindi, per gli effetti conformativi, ordinatori, additivi o di accertamento della fondatezza della pretesa azionata, che operano solo nei confronti delle parti del giudizio.

Sede legale

Italia, Palermo
Via M.se di Villabianca, 209
P.Iva 05697550829

Project-LEX Studio Legale
Via del Tibet, 41 - 00144 - ROMA

Privacy
Avvertenze legali

Contatti

PALERMO
fax: 091 300748 - tel: 091 301712
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
www.studiolegalepetrucci.it

ROMA
fax: 065088158 - tel: 065919451
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Orari al pubblico

Lun-Mart-Merc 16-19
Sab-Dom chiusi