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APPALTI: LEGITTIMA LA CONSEGNA ANTICIPATA

Con la sentenza n. 209 del 7 marzo 2017, il TAR Emilia-Romagna, Bologna, Sez. II, si è espresso sulla legittimità o meno della consegna anticipata dell’appalto di un servizio, prima che il contratto divenga efficace.

Nel caso di specie, si trattava di un appalto di servizio concernente lo sgombero neve e trattamento antigelo nelle strade comunali.

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APPALTI SOTTO-SOGLIA: TROVA APPLICAZIONE IL PRINCIPIO DI ROTAZIONE

Con la sentenza n. 1336 dell’8 marzo 2017, il TAR Campania – Napoli, Sez. II, si è espresso sulla legittimità dell’affidamento diretto di un servizio tramite procedura semplificata ex art. 36 del d.lgs. n. 50/2016, senza rivolgersi al gestore uscente nel rispetto del principio di rotazione, affermando che “nelle procedure di affidamento di lavori, servizi o forniture ai sensi dell’art. 36 del d.lgs. n. 50/2016, definite “semplificate”, va riconosciuta alle PP.AA. appaltanti una ampia discrezionalità anche nella fase dell’individuazione delle ditte da consultare e, quindi, della negazione della sussistenza di un diritto in capo a qualsiasi operatore del settore ad essere invitato alla procedura”.

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IL RICORSO NEL PROCESSO AMMINISTRATIVO TELEMATICO – LA PREVALENZA DELL’ELEMENTO SOSTANZIALE SU QUELLO FORMALE

Con la sentenza n. 175 del 10 febbraio 2017, il TAR Catanzaro, Sez. I, si è pronunciato sulla nullità o meno del ricorso depositato sotto forma di copia digitale per immagini di un atto cartaceo, sostenendo che “qualora, in un giudizio sottoposto alla disciplina del processo amministrativo telematico (PAT), il ricorso depositato consista nella copia digitale per immagini di un atto cartaceo, sottoscritta con firma digitale, l’atto depositato risulta difforme dal modello legale delineato dall’art. 136, comma 2 bis, c.p.a. e dall’art. 9, comma 1 d.m. 16 febbraio 2016, n. 40, che prescrivono che gli atti delle parti siano redatti in formato di documento informatico; tale difformità non si traduce però in una nullità, avendo l’atto raggiunto il suo scopo (art. 156, comma 3, c.p.c.), giacché non solo è certa la paternità dell’atto depositato, attribuibile al difensore che lo ha sottoscritto digitalmente ma il ricorso, nel formato depositato, risulta leggibile alle parti e al Collegio, con la conseguenza che non si è verificata alcuna lesione per il diritto di difesa delle parti”.

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IL DURC NELLE GARE D’APPALTO

Con la sentenza n.777 del 21 febbraio 2017, il Consiglio di Stato, Sez. V, si è espresso circa la sussistenza del potere del G.A. di decidere su questioni riguardanti il DURC rilasciato dall’INPS, fondamentali ai fini della gara, affermando che “rientrano nell’ambito della giurisdizione del giudice amministrativo le questioni attinenti all’esattezza ovvero la regolarità del documento unico di regolarità contributiva, avendo il G.A. il potere di definire tali questioni, nell’ambito del giudizio relativo all’affidamento del contratto pubblico, in via incidentale, ai sensi dell’art. 8 c.p.a.”.

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