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Maggiore certezza del diritto e tutela del privato per i crediti verso la Pubblica Amministrazione - TAR Sicilia - Palermo: ai fini dell’ottemperanza l’ordinanza di assegnazione del Giudice dell’Esecuzione Civile ha attitudine di giudicato

Il TAR Sicilia - Palermo, Sez. I, con la sentenza n. 41 del 10 gennaio 2018, ha accolto in via definitiva il ricorso proposto contro la Regione Siciliana per l’esecuzione di un’Ordinanza di assegnazione resa dal Tribunale di Palermo, Sez. Esecuzioni Civili, all’esito di un procedimento esecutivo mobiliare presso terzi.

Il Ricorrente, difeso dallo Studio Legale Petrucci, agiva per l’esecuzione dell’Ordinanza resa ex art. 533 c.p.c. in suo favore e notificata alla Regione Siciliana, quale terzo debitore. 

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Affidamento incarichi di difesa in giudizio da parte della PA

Il TAR Puglia, con sentenza n. 1289 dell’11 dicembre 2017, si è espresso in materia di affidamento degli incarichi di difesa in giudizio da parte della Pubblica Amministrazione.

In merito, i Giudici del TAR adito, condividendo l’orientamento maggioritario della giurisprudenza, sostengono che il conferimento del singolo incarico episodico, legato alla necessità contingente, non costituisce appalto di servizi legali, ma integra un contratto d’opera intellettuale incompatibile con la specifica disciplina codicistica in materia di procedure di evidenza pubblica e con la stessa procedura dettata per i contratti esclusi dall’art. 27 del d.lgs. n. 163/2006, in ragione del fatto che l’assunzione della difesa di parte in sede processuale è caratterizzata dall’aleatorietà del giudizio, dalla non predeterminabilità degli aspetti temporali, economici e sostanziali delle prestazioni e dalla conseguente assenza di basi oggettive sulla scorta delle quali fissare i criteri di valutazione necessari secondo la disciplina recata dal codice dei contratti pubblici.

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Ricorso per motivi aggiunti: non è dovuto il contributo unificato se non si amplia l’oggetto della controversia

Tra le numerose censure mosse nei confronti della disciplina italiana del contributo unificato si annovera la difficile questione della moltiplicazione del contributo nell’ipotesi in cui sia necessario procedere alla formulazione di motivi aggiunti all’interno del medesimo procedimento. La normativa italiana, infatti, oltre al contributo dovuto per la proposizione del ricorso, prevede la corresponsione di un ulteriore contributo unificato, di importo pari a quanto già versato, per ogni singolo ricorso per motivi aggiunti.

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